Anche quest’anno bacchettano la Campania per come spende i fondi Europei, anche questa volta riusciamo a raggiungere il primato di essere ultimi sull’utilizzo delle risorse. Da un raffronto di quanto assorbito dai programmi Fesr 2007-2013 nell’ultimo anno (quota Ue più quota cofinanziamento nazionale), si vede che  La Campania dal 17,7% raggiunge il 33,7%, ma e’ quella ad aver speso meno. Tuttavia, viene evidenziato, nonostante i progressi, per molte Regioni riuscire a spendere tutte le risorse resta “una sfida”. Dopo sette anni dall’avvio del programma infatti, la media di spesa italiana è del 51,9%, pari a 17,314 miliardi. Questo significa che in poco meno di due anni (la scadenza ultima è il 31 dicembre 2015), resta da assorbire il 48,1%, pari oltre 16 miliardi.

Sul  Bollettino ufficiale della Regione Campania dello scorso Lunedì è stata pubblicata la graduatoria di un avviso pubblico denominato “ Green Economy” con oltre un anno di ritardo dalla sua uscita. Non voglio, però raccontarvi le inefficienze dei nostri amministratori locali, voglio continuare a parlare di fondi europei, della possibilità di richiedere finanziamenti diretti scavalcando le regioni, il nuovo motto deve essere : Possiamo Farcela, Possiamo Competere nonostante i nostri politici (ricordatelo quando andate a votare per le europee).

Ritorniamo sull’argomento principale, l‘utilizzo dei fondi europei per migliorare perfomance e competitività non solo delle imprese ma anche del tessuto economico sociale della nostra regione.

Oltre ai fondi strutturali accessibili a livello regionale e nazionale, vi sono dei fondi accessibili in via diretta da parte delle aziende, messi a disposizione dall’Unione Europea, attraverso i programmi Horizon 2020 e Cosme. Con Horizon 2020 la UE  finanzia le attività di Ricerca e Innovazione (erede del settimo programma quadro per la ricerca 2007-2013);  si articola in tre priorità, Excellent Science, Industrial Leadership (compresa l’innovazione nelle PMI) e Societal Challenges, con la dotazione finanziaria più robusta di sempre: 80 miliardi da tradursi in bandi accessibili a chiunque. La novità è che la Commissione Europea potrà riorientare parte dei finanziamenti con la revisione di metà percorso, in base ai bisogni o ai risultati al momento ottenuti.  Il Programma COSME 2014-2020, invece,   per la Competitività di imprese e PMI opera in continuità con il Programma quadro 2007-2013, ma semplifica le procedure per accedere ai finanziamenti e il ricorso agli strumenti finanziari. L’obiettivo è creare un ambiente favorevole alla nascita e crescita delle PMI per promuovere l’imprenditorialità facilitando l’accesso al credito e l’internazionalizzazione.

Non bisogna considerare questi programmi comunitari come “residuali” rispetto ai fondi strutturali, ma vere e proprie potenzialità a sostegno delle diverse politiche comunictarie

I finanziamenti previsti sono accessibili attraverso inviti a presentare progetti e gare d’appalto,

Tutti i programmi comunitari in via diretta erogano le proprie risorse mediante due modalità: 1) l’invito a presentare proposte (call for proposal); 2) il bando di gara (call for tender)

Possono accedere ai  fondi europei diretti tutte le  persone giuridiche, pubbliche o private, stabilite negli Stati membri dell’UE o anche appartenenti ad altri paesi che partecipano ai programmi europei di riferimento, (le PMI sono tra i soggetti che a pieno titolo possono presentare progetti)

La quota dei contributi erogati va dal 50% al 100% dell’investimento previsto dal progetto, a secondo di quanto previsto nell’invito di presentazione, la parte non coperta deve essere cofinanziata dai partner del progetto , per loro natura non prevedono la possibilità di realizzare investimenti in opere a carattere strutturale, tranne in rare eccezioni. Le risorse sono assegnate quale co-finanziamento per progetti o obiettivi specifici, tramite inviti a presentare proposte (call for proposals). Si tratta di finanziamenti tematici con obiettivi specifici — ambiente, trasporti, ricerca, giustizia etc.I singoli soggetti interessati a proporre servizi o prodotti possono anche partecipare agli appalti pubblici, che vengono aggiudicati tramite gare d’appalto (call for tenders) finalizzate all’acquisto di beni, servizi o lavori necessari per il funzionamento delle istituzioni e l’attuazione dei programmi comunitari.

Tutte le informazioni per la presentazione di progetti o per la partecipazione a gare sono reperibili su internet ai siti http://www.finanziamentidiretti.eu/ e http://europa.eu/about-eu/funding-grants/index_it.htm , si ricorda che i siti riportati sono a titolo di esempio non sono assolutamente esaustivi

 

Massimiliano Musto